MFL- RECORDS in association with FROZEN LIGHT proudly presents a debut album by international band UNMERCENARIES!

Cat. №: MFL 010 / FZL 018.
Release date: 25.12.2014.
Format: CD (jewel box), 8-pages booklet, 500 stamp-numbered copies!
Total time: 44 min.

Gorgeous, stunningly atmospheric and incredibly heavy stuff created by international band UNMERCENARIES, which consists of collaborators from Who Dies In Siberian Slush (Rus), Decay Of Reality (Rus), Forbidden Shape (Rus), My Shameful (Fin / Ger), Absent / Minded (Ger). One of the tracks is perfectly complemented with vocals by Daniel Neagoe of London band Eye Of Solitude.

UNMERCENARIES_2014_Announcement

Four songs, lasting almost three quarters of an hour, where each minute is soaked in dark hopelessness and inexorability of time; whose millstone shall eventually grind everything away.

MFL- RECORDS in association with FROZEN LIGHT proudly presents a debut album by international band UNMERCENARIES!: 2 комментария

  1. Review
    againstmagazine.com
    6.5/10
    06.05.2015

    “The lead guitar emerges with preponderancy to offer melody or to complement the vocal’s lines. In turn, the keyboards and respective arrangements essentially appear to create an atmosphere that fills the music in general.”

    Comprised by members of bands such as My Shameful, Decay Of Reality, Forbidden Shape and Who Dies In Siberian Slush, the doom collective Unmercenaries ended 2014 with the releasing of the debut album “Fallen In Disbelief” that was launched by MFL Records.

    After a slow and very heavy beginning with some good bass lines and some touches on keyboards, the first song “Among The Stars” also includes an acoustic section that transforms the electric condemnation into calmness just to put us back in the doom/death metal soundscapes that best characterize this band, and it’s something that will be applied here and there during the album. Ahead, the keyboards get back their spotlight through a cleaner approach delivering some light to the disturbing scenario that mainly leads the band’s sound.

    In spite of all the heaviness and bleakness that mirrors the funeral doom metal in general, we can find some melodic passages functioning as a final climax. However it’s not like that all the time, since “A Portal” presents a similar moment regarding what was mentioned above already in its initial phase. In spite of having a lingering pace, this track ends to possess some melancholically melodious approaches during its 8 minutes of running time.

    Overall, vocals are nothing original, but the deep growls fit perfectly well in the sound that this band wishes to create, and the lead guitar – which is not constantly there – emerges with preponderancy to offer melody or to complement the vocal’s lines. In turn, and like it was already mentioned, the keyboards and respective arrangements essentially appear to create an atmosphere that fills the music in general.

    Author: Diogo Ferreira

  2. Review
    InYourEyes ezine
    8.9/10
    03.01.2015

    «Fallen In Disbelief», esordio degli Unmercenaries, si rivela in extremis una delle migliori uscita dell’anno in ambito doom.

    Fallen In Disbelief, esordio degli Unmercenaries, si rivela in extremis la migliore uscita dell’anno nell’ambito del doom russo, una scena , questa, che ci aveva abituati molto bene negli anni passati ma che, nel 2014, non ha offerto stranamente lavori sopra la media, almeno nei suoi versanti più estremi quali funeral e death doom.

    Gli Unmercenaries non sono certo degli sconosciuti, infatti trattasi di un progetto voluto da Gungrind, chitarrista degli Who Dies In Siberian Slush, il quale, ovviamente, alla voce non poteva che avvalersi di Evander Sinque, frontman di quell’ottima band nonché anima della MFL Records, la label moscovita (MFL è l’acronimo di Moscow Funeral League, per amor di precisione) che pubblica il lavoro; assieme ai due musicisti russi troviamo alla batteria Jürgen Fröhling dei My Shameful, mentre le tastiere sono suonate in veste di ospite dalla ben nota I.Stellarghost degli Abstract Spirit.
    Inevitabilmente, specie nei primi due brani, affiorano tratti comuni con i WDISS e, francamente sarebbe stato strano il contrario, ma se ciò avviene è solo per una naturale contiguità stilistica e non a causa di un songwriting asfittico: infatti, se Among the Stars, traccia d’apertura, conserva quelle caratteristiche tipiche del doom moscovita prima d’aprirsi nella sua parte centrale a melodie struggenti delineate dalla brava tastierista, la successiva A Portal, dopo una breve e cacofonica sfuriata strumentale che ritroviamo anche in chiusura, si staglia in tutta la sua dolente solennità, andando a costituire un monolite di dolore nel quale la chitarra di Gungrind recita le proprie magnifiche litanie a supporto del ben noto growl di Evander; questo brano è in assoluto uno dei migliori ascoltati nel genere quest’anno, rivelandosi un’ipotetica summa tra i parametri della scuola ex-sovietica e l’influsso nobile degli Skepticism.
    Circles Of Disbelief mantiene elevatissimo il pathos del lavoro e si rivela oltremodo interessante per la presenza alle clean vocals di Daniel Neagoe, il quale ricambia così il favore ad Evander, che aveva cantato una breve parte nel capolavoro degli Eye Of Solitude “Dear Insanity; come talvolta accade (e a mio avviso ciò non è in assoluto un male) la presenza dell’ospite indirizza in qualche modo il sound verso la band di appartenenza di quest’ultimo: è innegabile, infatti, che la traccia possieda i tratti malinconici e drammatici al contempo che contrassegnavano il precedente “masterpiece” degli EOS, “Canto III”. Considerando anche che Evander è uno dei pochi “umani” in possesso di un growl in grado di reggere il confronto con quello di Daniel, appare evidente che qui abbiamo tutti gli ingredienti per la riuscita di un altro brano magnifico, al quale le tastiere di I.Stellarghost donano davvero una particolare enfasi.
    A Beggar’s Lesson si snoda per lo più su una linea melodica che richiama le atmosfere austere ed affascinanti dell’estremo est europeo, e la sua considerevole lunghezza viene stemperata da un finale molto evocativo che suggella in maniera ideale uno splendido album.
    Senza dimenticare il prezioso contributo del drummer tedesco Jürgen Fröhling e dello stesso Gungrind per quanto riguarda la parte ritmica, l’unico rimpianto è che questo lavoro sia stato pubblicato successivamente alla compilazione delle inevitabili charts di fine anno; oddio, non credo il fatto di trovarsi tra i primi posti nella mia personale graduatoria avrebbe cambiato la vita agli ottimi Unmercenaries, ma è fuor di dubbio che un posticino tra i migliori 5 album doom dell’anno l’avrebbero tranquillamente trovato.
    Poco male, per loro, e molto bene, invece, per noi appassionati, che ci ritroviamo come regalo di Natale (il disco è uscito proprio il 25 dicembre …) una nuova grande band capace di proporre ai massimi livelli il nostro genere preferito.

    Tracklist:
    1.Among the Stars
    2.A Portal
    3.Circles Of Disbelief
    4.A Beggar’s Lesson

    Line-up:
    Gungrind – guitars,acoustic guitar,bass
    E.S. – vocals
    Jürgen Fröhling – drums

    Guests:
    I.Stellarghost – keys
    Daniel Neagoe – additional vocals at “Circles Of Disbelief”

    Author: Stefano Cavanna

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